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EDITORIALE
In questo Paese che una volta era da operetta ed ora, visti i personaggi, è da scadente soap opera, lo show mediatico andato in onda a metà giugno tra un capo di Stato addobbato da mercante di cammelli e la platea di modeste comparse schierate dal nostro sistema politico è il segnale evidente di quanto si possa cadere in basso nella gestione della cosa pubblica, soprattutto quanto ci si confronta con realtà estranee al troppo tollerante ed anestetizzato tessuto sociale italiano [...].
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